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Personaggi contemporanei e non. pag. 5
Proposta per una riflessione. Testo di un anonimo del secolo scorso, tradotto ed adattato. Sappiate che non mi preoccupo del giudizio degli altri, conosco i miei limiti e non giudico ne me stesso ne gli altri. So che da ogni azione che ho compiuto nel mio passato derivano le situazioni nel mio presente e quindi agisco per creare il mio futuro ma non cerco di modificare a tutti i costi le cose che mi succedono anche se mi libero dalle catene della mia storia passata, così, mi diverto a giocare con la fatica e con il dolore cercando di portare il mio organismo ai limiti delle sue possibilità occupandomi, peraltro, sempre amorevolmente del mio corpo. Mi stimolano le difficoltà, accetto pienamente tutte le sfide e da ogni esperienza traggo insegnamento. Ho le mie regole, le mie regole di vita e l'etica mi servono da guida ma sono libero perché vivo emozioni e sentimenti senza subirli, mi rinnovo e mi rigenero. Sono aperto agli altri e li osservo sempre con molta attenzione, osservo molto bene anche gli avvenimenti perché amo la vita che mi stupisce e nella quale ho sempre fiducia. Amo essere spirituale, amo sentirmi l' universo perché convivo con esso, sono l'universo, accetto l'idea della morte ed è facile vivere, non c'è fatica nell'azione che è un processo naturale, risolvere qualsiasi mio problema è facile, mi adatto alle circostanze mentre colgo la relatività di ogni avvenimento il quale ha sempre un lato positivo e un lato negativo cosicché trovo il bene nel male. - gugo - Ognuno crede in quello che può e non in quello che vuole. - Massimo d'Azeglio - Aiutare qualcuno anche per il suo solo bene talvolta è difficile se non impossibile. - Arthur Schopenauer - L'orgoglio, che tacitamente ci fa supporre la nostra superiorita' nell'abbassamento degli altri, ci consola de' nostri difetti col pensiero che gli altri ne abbiano de' simili o de' peggiori. - Alessandro Manzoni - Che cosa e' mai la saggezza degli uomini, quando essi non danno ascolto alla volonta' di quelli lassu'? - Goethe - La donna mira infinitamente piu' a far felici che a esser felice. - Bogumil - La donna si puo' infallibilmente conquistare con ogni specie d'adulazione; l'uomo in una maniera o nell'altra. - Chesterfield - E' ornamento dell'uomo quella grandezza d'animo che nulla riporta alla ostentazione, ma tutto alla coscienza, e non attende ricompensa dell'aver ben fatto dalle lodi del popolo, ma dal fatto per se stesso. - Plinio - A vivere senza che nessuno ti voglia bene, si diventa cattivi. - T. Gautier - A partire da una certa eta', un po' per amor proprio, un po' per furberia, sono le cose che desideriamo di piu' quelle che fingiamo di non volere. - M. Proust - Chi semina un campo, o educa un fiore, o pianta un albero, ha maggior merito di tutti. - J.G. Whittier - L'orgoglio trova sempre un compenso, e non perde mai nulla, neppure quando rinuncia alla vanita'. - La Rochefoucauld - Qualsiasi potere e' limitato dalla sua breve durata. - Seneca - Ogni terra non produce ogni frutta. - Virgilio - I vecchi sono bambini per la seconda volta. - Aristofane - Da' due volte chi da' subito. - Proverbio latino - L'esempio e' la lezione che tutti gli uomini possono leggere. - West, Education - Il fanciullo merita il massimo rispetto. - Giovenale - Noi non misuriamo la vita degli uomini dalla sua piu' lunga o piu' breve durata, ma dall'uso ch'essi han fatto del tempo della loro esistenza. - Friederich der Grosse - Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive. - F. Dostoievski - Avrai sempre quelle sole ricchezze che avrai donate. - Marziale - Il cuore ha le sue prigioni che l'intelligenza non apre. - Marcel Jouhandeau - Dolersi e lamentarsi delle proprie sciagure, ove si ha il pianto di chi ci ode, ben merita l'indugio. - Eschilo - E' da uomo malvagio l'ingannare colla menzogna. - Dante - Non c'e' idea che in se' non porti la propria confutazione, o parola la parola contraria. - Marcel Proust - L'avaro e' sempre povero. - Orazio - Ognuno deve conoscere la propria misura. - Giovenale - L'avere vinto se' stesso e' molto piu' glorioso che l'aver vinto un nemico. - V. Massimo - A chi e' ben vestito molti fan credito, e lo giudicano sapiente benche' sia un idiota. - Binder - Si deve aver cura che quando si gode buona salute, non si consumino le riserve che possono essere necessarie per eventuali malattie. - Celso - Noi domandiamo un consiglio, ma andiamo cercando approvazione. - C.C. Colton - Chi ha sanita', e' ricco e non lo sa. - Proverbio - Spesso una cosa viene ritenuta impossibile dai piu', ma poi arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza. - Albert Ainstein - Tao XXXI - Desistere dalle operazioni militari Ecco che son le belle armi: strumenti del malvagio che le creature han sempre detestati. Per questo non rimane chi pratica il Tao. Il saggio, che è pacifico, tiene in pregio la sinistra, chi adopra l'armi tiene in pregio la destra. Ecco che son l'armi: strumenti del malvagio non strumenti del saggio, il quale li adopra solo se non può farne a meno. Avendo per supreme pace e quiete, ei vince ma non se ne compiace, chi se ne compiace gioisce nell'uccidere gli uomini. Ora chi gioisce nell'uccidere gli uomini non può attuare i suoi intenti nel mondo. Nelle gesta fauste si tiene in onore la sinistra, nelle gesta infauste si tiene in onore la destra. Il luogotenente sta alla sinistra, il duce supremo sta alla destra: assume il posto del rito funebre. Quei che gli uomini ha ucciso in massa li piange con cordoglio e con tristezza: la vittoria in guerra gli assegna il posto del rito funebre. Tao XXXII - La virtù del santo Il Tao in eterno è senza nome, è grezzo per quanto minimo sia, nessuno al mondo è capace di fargli da ministro. Se principi e sovrani fossero capaci di attenervisi, le diecimila crature da sé si sottometterebbero, il Cielo in mutuo accordo con la Terra farebbe discendere soave rugiada e il popolo, senza alcuno che lo comandi, da sé troverebbe il giusto assetto. Quando si cominciò ad intagliare si ebbero i nomi. Tutto quello che ha nome viene trattato come proprio, perciò sappi contenerti. Chi sa contenersi può non correre pericolo. Paragona la presenza del Tao nel mondo ai fiumi e ai mari cui accorrono rivi e valli. Tao XXXIII - La virtù del discernimento Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce sé stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte. Chi sa contentarsi è ricco, chi strenuamente opera attua i suoi intenti. A lungo dura chi non si diparte dal suo stato, ha vita perenne quello che muore ma non perisce. Tao XXXIV - Confidare nel perfetto Come è universale il gran Tao! può stare a sinistra come a destra. In esso fidando vengono alla vita le creature ed esso non le rifiuta, l'opera compiuta non chiama sua. Veste e nutre le creature ma non se ne fa signore, esso che sempre non ha brame può esser nominato Piccolo. Le creature ad esso si volgono ma esso non se ne fa signore, può esser nominato Grande. Poiché giammai si fa grande può realizzare la sua grandezza. Tao XXXV - La virtù della carità Verso chi tiene in sé la grande immagine il mondo accorre, accorre e non riceve danno ma calma e pace grandi. Attratto da musiche e bevande prelibate si ferma il viator che passa, ma quel che al Tao esce di bocca com'è scipito! non ha sapore. A guardarlo non riesci a vederlo, ad ascoltarlo non riesci ad udirlo, ad usarlo non riesci ad esaurirlo. - Lao-Tsen - |
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