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PERSONAGGI CONTENPORANEI E NON 2
 

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Personaggi contemporanei e non. Aforismi di grandi pensatori del passato, filosofi, frasi celebri di personaggi contemporanei famosi.
  
Personaggi contemporanei e non. pag. 2
Tutto e' scomparso, ma resta una cosa: io, ed e' abbastanza. - M. Foucault -

C'e' sempre un grano di pazzia nell'amore, cosi' come c'e' sempre un grano di logica nella follia. - Friedrich Nietzsce -

Mai ti si concede un desiderio senza che inoltre ti sia concesso il potere di farlo avverare. Può darsi che tu debba faticare per questo, tuttavia. - Richard Bach -

Di tutti i tipi di resistenza all'attrito, quella che ritarda di più il movimento umano è l'ignoranza. - Nikola Tesla -

La ragione si fa adulta e vecchia; il cuore resta sempre ragazzo. - I. Nievo -

Cio' che oltrepasso' la misura e' in pericolo di traboccare. - Seneca -

Cos'e' scassinare una banca rispetto a fondare una banca? - Bertolt Brecht -

La durata delle nostre passioni non dipende da noi, come non dipende da noi la durata della vita. - La Rochefoucauld -

Di tutte le cose il desiderio diminuisce quando l'occasione di ottenerle non presenta difficolà. - Plinio il Giovane -

Quando molte cose son buone, non saro' io ad offendermi di qualche difetto. - Orazio -

L'occasione difficilmente ti si offre, e facilmente si perde. - P. Siro -

Cio' che e' lecito ha poco sapore: ha piu' gusto cio' che e' proibito. - Ovidio - Un ozioso e' un orologio senza le due lancette, inutile se cammina e se e' fermo. - Cowper - La passione fa spesso pazzi gli uomini piu' abili, e abili i piu' sciocchi. - La Rochefoucauld -

Certe volte la gente mente soltanto tacendo. - Stephen King -

Ci piaccia o no, accettiamo la storia di cui facciamo parte. - Elio Vittorini -

Tentando, molte cose si riesce a compiere, che i neghittosi credevano impossibili. - Tacito -

Una mano esercitata fa spesso meglio di quanto insegni la teoria. - Paul Klee -

La diligenza e' un grandissimo aiuto anche in chi possiede un mediocre ingegno. - Seneca -

Ogni felicita' e' incerta e instabile. - Seneca -

Destino o Volti al travaglio come una qualsiasi fibra creata perche' ci lamentiamo noi? - Giuseppe Ungaretti -

Malamente opera chi dimentica cio' che ha imparato. - Plauto -

Non v'e' dolore che a lontananza del tempo non diminuisca e calmi. - Cicerone -

Ognuno difende l'opera ch'egli ha fatto. - Ovidio -

Dov'e' concordia v'e' sempre vittoria. - P. Siro -

Quanto il tempo e' piu' felice, altrettanto e' piu' breve. - Plinio -

Non si commetta al mar chi teme il vento. - Metastasio -

Procura che il tuo volto sia dolce ed il tuo parlare modesto, e facilmente ti concilierai molti amici. - Mureto -

Non sapendo trovare il sentiero per se', mostrano agli altri la via. - Orazio -

La cattiva occasione d'ogni male e' cagione. - Proverbio italiano -

La concordanza rende efficaci anche i soccorsi di poca importanza. - P. Siro -

A franco parlar rispondero' franche parole. - Petrarca -

Non si e' perduto niente, quando ci resta l'onore. - Voltaire -

Utile e' la medicina quando giunge a tempo opportuno. - Palingenio -

La fortuna non ha diritto sui costumi dell'uomo. - P. Siro -

Si sa bene che l'ambizione puo' strisciare e volare. - Burke -

Quanti anni si deve non fare, per sapere soltanto in un certo modo che cosa fare e come fare. - Goethe -

I molti spicciano piu' lentamente gli affari. - Lehmann -

Chi accresce il sapere, accresce anche l'affanno. - Proverbio italiano -

Si puo' essere piu' acuto di un altro, ma non di tutti gli altri. - La Rochefoucauld -

Anche il vivere, nella miseria e' un insulto. - P. Siro -

Benche' manchino le forze, anche l'audacia merita lode; poiche' nelle grandi cose anche l'aver voluto basta e da' merito - Properzio -

Ha assai beni, chi non ha male alcuno. - Cicerone -

Tao XVI - Volgersi alla radice

Arrivare alla vacuità è il culmine,
mantenere la quiete è schiettezza:
le diecimila creature insieme sorgono
ed io le vedo ritornare a quelle,
quando le creature hanno avuto il lor rigoglio
ciascuna fa ritorno alla sua radice.
Tornare alla radice è quiete,
il che vuol dire restituire il mandato,
restituire il mandato è eternità.
Chi conosce l'eternità è illuminato,
chi non la conosce insensatamente provoca sventure.
Chi conosce l'eternità tutto abbraccia,
tutto abbracciando è equanime,
essendo equanime è sovrano,
essendo sovrano è Cielo,
essendo Cielo è Tao,
essendo Tao a lungo dura
e per tutta la vita non corre pericolo.

Tao XVII - La pura influenza

Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano,
vennero poi quelli che amò ed esaltò,
e poi quelli che temette,
e poi quelli di cui si fece beffe:
quando la sincerità venne meno
s'ebbe l'insincerità.
Com'erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole!
Ad opera compiuta e ad impresa riuscita
dicevano i cento cognomi: siamo così da noi stessi.

Tao XVIII - Lo scadimento dei costumi

Quando il gran Tao fu negletto
s'ebbero carità e giustizia,
quando apparvero intelligenza e sapienza
s'ebbero le grandi imposture,
quando i sei congiunti non furono in armonia
s'ebbero pietà filiale e clemenza paterna,
quando gli stati caddero nel disordine
s'ebbero i ministri leali.

Tao XIX - Tornare alla purezza

Tralascia la santità e ripudia la sapienza
e il popolo s'avvantaggerà di cento doppie,
tralascia la carità e ripudia la giustizia
ed esso tornerà alla pietà filiale e alla clemenza
paterna,
tralascia l'abilità e ripudia il lucro
e più non vi saranno ladri e briganti.
Quelle tre reputa formali e insufficienti,
perciò insegna che v'è altro a cui attenersi:
mostrati semplice e mantienti grezzo,
abbi poco egoismo e scarse brame.

Tao XX - Differenziarsi dal volgo

Tralascia lo studio e non avrai afflizioni.
Tra un pronto e un tardo risponder sì
quanto intercorre?
Quel che gli altri temono
non posso non temer io.
Oh, quanto son distanti e ancor non s'arrestano!
Tutti gli uomini sono sfrenati
come a una festa o un banchetto sacrificale,
come se in primavera ascendessero ad una torre.
Sol io quanto son placido! tuttora senza presagio
come un pargolo che ancor non ha sorriso,
quanto son dimesso!
come chi non ha dove tornare.
Tutti gli uomini hanno d'avanzo
sol io sono come chi tutto ha abbandonato.
Oh, il mio cuore di stolto
quanto è confuso!
L'uomo comune è così brillante
sol io sono tutto ottenebrato,
l'uomo comune in tutto s'intromette,
solo io di tutto mi disinteresso,
agitato sono come il mare,
sballottato sono come chi non ha punto fermo.
Tutti gli uomini sono affaccendati
sol io sono ebete come villico.
Sol io mi differenzio dagli altri
e tengo in gran pregio la madre che nutre.

- Lao-Tsen

-Tao LI - La virtù che nutre

Il Tao le fa vivere,
la virtù le alleva,
con la materia dà loro la forma,
con le vicende dà loro la completezza.
Per questo le creature tutte
venerano il Tao e onorano la virtù:
venerare il Tao e onorare la virtù
nessuno lo comanda ma viene ognor spontaneo.
Quindi il Tao fa vivere,
la virtù alleva, fa crescere,
sviluppa, completa, matura,
nutre, ripara.
Le fa vivere ma non le tiene come sue
opera ma nulla s'aspetta,
le fa crescere ma non le governa.
Questa è la misteriosa virtù.

Tao LII - Volgersi all'origine

Il mondo ebbe un principio
che fu la madre del mondo.
Chi è pervenuto alla madre
da essa conosce il figlio,
chi conosce il figlio
e torna a conservar la madre
fino alla morte non corre pericolo.
Chi ostruisce il suo varco
e chiude la sua porta
per tutta la vita non ha travaglio,
chi spalanca il suo varco
ed accresce le sue imprese
per tutta la vita non ha scampo.
Illuminazione è vedere il piccolo,
forza è attenersi alla mollezza.
Chi fa uso della vista
e torna ad introvertere lo sguardo
non abbandona la persona alla rovina.
Questo dicesi praticar l'eterno.

Tao LIII - Trarre profitto dalle prove

Se avessimo grande sapienza
cammineremmo nella gran Via
e solo di agire temeremmo.
La gran Via è assai piana,
ma la gente preferisce i sentieri.
Quando il palazzo reale è troppo ben tenuto
i campi son del tutto incolti
e i granai son del tutto vuoti.
Indossar vesti eleganti e ricamate,
portare alla cintura spade acuminate,
rimpinzarsi di vivande e di bevande
e ricchezze e beni aver d'avanzo,
è sfarzo da ladrone.
È contrario al Tao, ahimé!

Tao LIV - Coltivare e contemplare

Chi ben si fonda non vien divelto,
a chi ben stringe non vien tolto:
con questa Via figli e nipoti
gli offriranno sacrifici ininterrotti.
Se la coltiva nella persona
la sua virtù è la genuinità,
se la coltiva nella famiglia
la sua virtù è la sovrabbondanza,
se la coltiva nel villaggio
la sua virtù è la reverenza,
se la coltiva nel regno
la sua virtù è la floridezza,
se la coltiva nel mondo
la sua virtù è l'universalità.
Per questo
contempla le persone dalla sua persona,
contempla le famiglie dalla sua famiglia,
contempla i villaggi dal suo villaggio,
contempla i regni dal suo regno,
contempla il mondo dal suo mondo.
Come so che il mondo è così?
Da questo.

Tao LV - Il simbolo del mistero

Quei che racchiude in sé la pienezza della virtù
è paragonabile ad un pargolo,
che velenosi insetti e serpi non attoscano,
belve feroci non artigliano,
uccelli rapaci non adunghiano.
Deboli ha l'ossa e molli i muscoli
eppur la sua stretta è salda,
ancor non sa dell'unione dei sessi
eppur tutto si aderge:
è la perfezione dell'essenza,
tutto il giorno vagisce
eppur non diviene fioco:
è la perfezione dell'armonia.
Conoscer l'armonia è eternità,
conoscer l'eternità è illuminazione,
vivere smodatamente la vita è prodromo di
sventura,
con la mente comandare al ch'i significa indurirsi.
Quel che s'invigorisce allor decade:
questo vuol dire che non è conforme al Tao.
Ciò che non è conforme al Tao presto finisce.

Tao LVI - La misteriosa virtù

Quei che sa non parla,
quei che parla non sa.
Chi ostruisce il suo varco,
chiude la sua porta,
smussa le sue punte,
districa i suoi nodi,
mitiga il suo splendore,
si rende simile alla sua polvere,
dicesi accomunato col mistero.
Per questo costui
non può essere attirato
né può essere respinto,
non può essere avvantaggiato
né può essere danneggiato,
non può essere nobilitato
né può essere umiliato.
Per questo è il più nobile del mondo.

Tao LVII - Rendere puri i costumi

Quando con la correzione si governa il mondo
con la falsità s'adopran l'armi:
il mondo si regge col non imprendere.
Da che so che è così?
Dal presente.
Più numerosi ha il sovrano
i giorni nefasti e le parole proibite
più il popolo cade in miseria,
più numerosi ha il popolo
gli strumenti profittevoli
più i regni cadono nel disordine,
più numerosi hanno gli uomini
gli artifizi e le abilità
più appaiono cose rare,
più si fa sfoggio di belle cose
più numerosi si fanno ladri e briganti.
Per questo il santo dice:
io non agisco e il popolo da sé si trasforma,
io amo la quiete e il popolo da sé si corregge,
io non imprendo e il popolo da sé s'arricchisce,
io non bramo e il popolo da sé si fa semplice.

Tao LVIII - Adattarsi alle vicissitudini

Quando il governo di tutto si disinteressa
il popolo è unito,
quando il governo in tutto si intromette
il popolo è frammentato.
La fortuna si origina dalla sfortuna,
la sfortuna si nasconde nella fortuna.
Chi ne conosce il culmine?
Quei che non corregge.
La correzione si converte in falsità,
il bene si converte in presagio di sventura
e ogni dì lo sconcerto del popolo
si fa più profondo e più durevole.
Per questo il santo
è quadrato ma non taglia,
è incorrotto ma non ferisce,
è diritto ma non ostenta,
è luminoso ma non abbaglia.

Tao LIX - Mantenersi nel Tao

Nel governare gli uomini e nel servire il Cielo
nulla è meglio della parsimonia,
perché solo la parsimonia antepone l'ottenere.
Anteporre l'ottenere significa accumulare virtù.
Chi accumula virtù tutto sottomette,
quando tutto sottomette
nessuno conosce il suo culmine,
quando nessuno conosce il suo culmine
ei può possedere il regno.
Chi possiede la madre del regno
può durare a lungo.
Questo si chiama
affondare le radici e rinsaldare il tronco,
via della lunga vita e dell'eterna giovinezza.

Tao LX - Stare nella dignità regale

Governare un gran regno
è come friggere pesciolini minuti.
Quando si sovrintende al mondo con il Tao
i mani non mostrano la potenza loro.
Non che i mani non abbiano potenza
ma la potenza loro non nuoce agli uomini,
non che la potenza loro non nuoccia agli uomini
ma il santo non nuoce agli uomini.
Questi due non si nuocciono fra loro,
per questo le virtù loro insieme confluiscono

Tao LXI - La virtù dell'umiltà

Il gran regno che si tiene in basso
è la confluenza del mondo,
è la femmina del mondo.
La femmina sempre vince il maschio con la quiete,
poiché chetamente se ne sta sottomessa.
Per questo
il gran regno che si pone al disotto del piccolo regno
attrae il piccolo regno,
il piccolo regno che sta al disotto del gran regno
attrae il gran regno:
l'uno si abbassa per attrarre,
l'altro attrae perché sta in basso.
Il gran regno non ecceda
per la brama di pascere ed unire gli altri,
il piccolo regno non ecceda
per la brama d'essere accetto e servire gli altri.
Affinchè ciascuno ottenga ciò che brama
al grande conviene tenersi in basso.

Tao LXII - Praticare il Tao

Ecco che cosa è il Tao:
il rifugio delle creature,
tesoro per il buono,
protezione per il malvagio.
A parlarne con elogio si può tener mercato,
a seguirlo con rispetto si può emergere sugli altri.
Degli uomini malvagi quale può essere respinto?
Per questo si pone sul trono il Figlio del Cielo
e si nominano i tre gran ministri.
Anche se costoro hanno il gran pi
per ottenere precedenza alla loro quadriga,
è meglio che se ne stiano seduti
ad avanzare in questo Tao.
Quale era la ragione per cui gli antichi
apprezzavano questo Tao?
Non dicevano forse: ottiene chi con esso cerca,
con esso sfugge chi è in colpa?
Per questo è ciò che v'è di più prezioso al mondo.